di Carla Rocco

 E’ un tempo nuovo il nostro, dal sapore antico, pieno di cose semplici. Le nostre case sono diventate più strette, i nostri pasti più genuini. Soffriamo il freddo degli abbracci che non abbiamo dato, di cui ne abbiamo trascurato il calore.

Nonostante le difficoltà sociali, economiche e individuali, dobbiamo ricordarci che ognuno di noi appartiene ad un unico Paese: l’Italia.

Don Emilio Cioffi ci esorta in una sua riflessione:- W l’Italia “l’Italia s’è desta, dell’elmo di Scipio si è cinta la testa”…. mai e  poi mai si piegherà  al Covid19! Mai dirà ai suoi figli di arrendersi! Si italiani tutti, la nostra bandiera siamo tutti noi, noi siamo i vincitori sul maligno traditore! Insieme con la bandiera c’è l’Italia intera e poi ci sono i tanti medici, infermieri, ausiliari, forze dell’ordine che in prima fila lottano senza paura! Questa è la nostra Italia e in questo periodo specialmente si ama, si prega e nient’altro. È una quaresima vera, speciale, che sa di dover  aspettare con pazienza; ed  affidandoci alla vergine Maria risorgeremo tutti più forti da questa pandemia. Bella penisola mia gridiamo tutti insieme “Italiani Dio ci ama!”-.

Tanti i richiami che ci spingono ad essere uniti, pur restando in casa. Eravamo abituati ad essere “in rete” anche allo stesso tavolo: selfie, storie, post… Ora, più passano i giorni, più aumenta la consapevolezza del tempo in cui viviamo. Siamo intrappolati in tanti punti interrogativi: quando usciremo da questa emergenza? Come ne usciremo? Chi troverà la cura? O chi farà il miracolo? Ma soprattutto, in che modo ripartiremo?

L’emergenza, con subdola prepotenza, ci ha intrappolati in tanti punti interrogativi, disgregando le maschere che fin ora, abbiamo indossato nei nostri ruoli sociali. Ci stiamo riscoprendo uomini e donne con punti di debolezza a cui non si può scappare, bisogna trasformarli in punti di forza. Ci vuole coraggio, occorre forza interiore, non acquistabile.

Pirandello, nella teoria delle maschere ”Uno: perché una è la personalità che l’uomo pensa di avere; Centomila: perché l’uomo nasconde dietro la maschera tante personalità, quante sono le persone che lo giudicano; Nessuno: perché, in realtà, l’uomo non ne possiede nessuna”; attraverso la figura di Vitangelo Moscada ci dà un’immagine chiara di come l’uomo per paura, vergogna o egoismo si costruisce una corazza o una maschera per sopravvivere in società. Temiamo inconsciamente il giudizio dell’altro, di un altro uomo. Eravamo soli, tra la folla. Tirando a lucido le nostre case troviamo tante foto o ricordi che fanno parte della nostra storia, tante maschere. La bellezza dell’unità, dell’appartenenza ad un Paese può solo aiutarci a gettare le nostre false immagini e riscoprirci con i nostri difetti e virtù, messe a servizio del bene comune: la nostra società che va ricostruita con il contributo di ognuno di noi, come un dopoguerra.

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