Purtroppo L’avvento della Pandemia Covid-19, ha costretto il Governo alla chiusura delle scuola, e a riprogrammare il tipo di didattica, ed ecco che tutti professori e alunni hanno avuto modo di conoscere la Didattica a distanza (DAD).
Ma purtroppo la Dad non ha avuto il suo effetto sperato, infatti si è potuto constatare che la didattica a distanza aumenta le diseguaglianze, la lontananza prolungata dai banchi di scuola compromette l’apprendimento e lo sviluppo degli studenti con conseguenze capaci di condizionare tutta la loro vita.
Le scelte non sono più rinviabili, bisogna garantire al più presto il rientro in classe per 8 milioni di studenti.
Serve una ripartenza per la scuola, nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio attraverso chiari protocolli di sicurezza, con un numero ridotto di alunni per classe, con insegnanti presenti sin dal primo giorno di scuola, anche per gli alunni disabili a cui va assicurata la piena inclusione.
L’insegnamento in presenza è l’unico modo per garantire un’istruzione a tutti, restituendo al docente il suo ruolo di educatore, uscendo dall’ossessione tecnocratica che vorrebbe trasformarlo in burocrate o impiegato, animatore digitale ed esperto di piattaforme interattive open source, da Zoom a Jamboard, da Hangouts a Google Teams, passando per gli irrinunciabili WhatsApp, Telegram, Snapchat e Twitter.
Pur nella sua versatilità e funzionalità affinate nel tempo per soddisfare standard sempre più elevati misurabili attraverso questionari di costumer satisfaction, nell’ottica della scuola-azienda di stampo renziano, appare difficile per i docenti garantire l’insegnamento simultaneo agli alunni, distinti per gruppi, in presenza e sul web, a meno che non si voglia riconoscere loro il dono santo dell’ubiquit.
Per il rientro degli alunni in classe ci vorrebbero ben altre scelte come: rendere sicure le scuole, chiedere interventi straordinari di edilizia scolastica,riaprire le scuole chiuse da tempo,sdoppiare le classi per garantire la distanza ,assunzione di nuovo personale. L’ auspicio è che la Ministra Azzolina abbia una visione più vasta e efficace nelle scelte per la riapertura delle scuole.

Prof.ssa
Teresa Cerbone