Il commercio ad Afragola ai tempi del Covid


Vista la situazione attuale del commercio in città, oggi più che mai, serve una sigla nazionale che sul territorio tuteli i commercianti?

Assolutamente si.
I commercianti come tutte le categorie hanno la necessità di essere rappresentati, e di fare rete non solo in momenti come quello che stiamo vivendo, ma anche e soprattutto nel quotidiano in modo da essere uniti e forti in momenti critici.
La Fipe/Confcommercio a cui noi come azienda aderiamo, e l’associazione in Italia più rappresentativa.

 

Come vi state preparando per la fase due?

Siamo operativi dal 27 aprile, abbiamo aderito a tutti i protocolli dettati dalle istituzioni in termini di igiene, sanificazione e adozione dei DPI di riferimento.
Ad oggi con la fase due partita il 4 maggio, siamo attivi con il delivery, con l’asporto e abbiamo creato un e-commerce anche per minimi ordini che man mano andremo ad ampliare.

 

Quali le norme che dovrete rispettare?        

La normativa è amplia e in costante cambiamento, personalmente credo che l’adozione dei DPI, la sanificazione dei locali e un atteggiamento più responsabile debba diventare prassi per ogni operatore commerciale, occorre garantire sempre la salute propria e degli altri, quindi da questa situazione bisogna prendere spunto per continuare su questa strada migliorandola sempre di più.

 

Cosa cambierà per il commercio?

I commercianti dovranno adeguarsi.
Reagiremo,non ho dubbi!
Il supporto delle istituzioni non deve mancare e sicuramente darà una spinta. Se ad un albero tagli i rami come questo virus ha fatto con noi, ma le radici sono solide, sicuramente rifiorirà.

 

Quali gli interventi?

Gli interventi devono essere molteplici, cito quelli di Confcommercio Italia che si racchiudono in cinque punti:
– Contributi a fondo perduto
– Moratoria Fiscale
– Estensione cassa integrazione
– Interventi su affitti
-Estensione dei prestiti garantiti dallo stato.

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