La musica nella sua vita è stata molto più di una semplice passione, ci racconta la sua esperienza?

Vorrei cominciare, per non essere banale, con una piccola parentesi. Personalmente credo che la musica sia una forma di incarnazione di un profondo sentire che va al di là di ogni spiegazione razionale. Non sappiamo veramente da dove venga e perché la gradiamo così tanto. Non é sempre esistita perché rispetto all’evoluzione della specie compare decisamente molto tardi, specie nella forma complessa nella quale la conosciamo oggi. Non é neanche propriamente un’invenzione, quindi è una realtà che trascende la nostra specie. La musica é qualcosa di assoluto e matematico e l’invenzione della sua scrittura dovrebbe essere considerata come una tappa fondamentale dell’umanità. Io personalmente la considero una forma di connessione tra noi e un’entità superiore, ordine o linguaggio trascendente. Quindi è per me difficile dire quando e come la chitarra ha preso una tale importanza nella mia vita. Credo che la musica mi ha sedotto sin dalla più tenera età. Quando avevo tre anni rimanevo incantata davanti alla televisione durante i programmi di musica classica, mi trovavano incantata e catturata dall’ascolto. Un momento fondamentale é arrivato quando avevo otto anni, mi fu regalata la mia prima chitarra e cominciai effettivamente a prendere le mie prime lezioni presso la Scuola di Musica del M° P. Piscitelli. E da quel giorno non l’ ho mai più lasciata. Quel periodo marcò la mia vita perché pur non rendendomene conto si stava creando un legame quasi indissolubile. Feci un primo concerto a nove anni partecipando a un Concorso per giovani chitarristi a Bardolino (Verona) vincendo il Primo Premio Assoluto, a questo ne sono seguiti altri a Recanati, Ancona, Roma dove praticamente mi classificavo sempre prima vincendo borse di studio e concerti nelle stagioni chitarristiche per giovani talenti italiani. Ma la vera svolta artistica e professionale è stato l’incontro a diciotto anni con il Maestro Lucio Matarazzo, sotto la cui guida ho sostenuto il diploma a vent’anni superandolo con il massimo dei voti e la lode e con il quale ho vissuto per oltre un decennio l’avventura artistico-musicale del Guitart Quartet (Quartetto di Chitarre). Da quel momento è stato tutto un susseguirsi di studio, ricerca musicale e “conquiste” artistiche. Nel maggio 2000 apro con il GQ il XIV Festival Internazionale di Primavera “A. Segovia” di Madrid. Effettuo la prima registrazione mondiale della composizione “La banda del Barrio” dell’uruguaiano U. Ferretti presente nel CD “IMAGENES” prodotto e distribuito dall’Università di Montevideo.      Nel luglio del 2000 suono con S. Hackett (mitico fondatore dei Genesis), F. Gambale (ex Chick Corea band) e M. Colonna per il Guitar Event 2000 a Catania.  Lavoro per circa tre anni con l’attore Alessandro Haber con il quale insieme al Guitart Quartet realizzo uno spettacolo dal titolo Histoire du tango. Con il Guitart Quartet mi vengono dedicati diverse opere musicale come ill Concerto Italiano per quattro chitarre ed orchestra di A. Gilardino  eseguito in prima assoluta nel 1999 a Torino con l’Orchestra I Musici di S. Pelagia diretta da P. Ferrara.  Nel novembre del 2001 un’altra prima esecuzione mondiale assoluta: il “Concerto Rapsodico op. 80” scritto e dedicato per il GQ del compositore polacco G. Drozd eseguito al Festival di Lublino in Polonia., a cui segue una tournee che tocca le principali città polacche. Nel 2002 con il GQ svolgo un’acclamata tournée negli USA con la Hartford Festival Orchestra diretta da Brian Sparks per la Connecticut Classical Guitar Society e ha tenuto due masterclasses d’interpretazione chitarristica e musica da camera alla Hartt School (University of Hatford). Sono dedicataria del «Concierto Italico» composto da Leo Brouwer per il Guitart Quartet,:  primi italiani a cui il maestro e compositore cubano dedica un suo concerto. La prima esecuzione mondiale si è svolta al Todi Arte Festival con repliche a Cuba, Stati Uniti, Polonia, Germania, Portogallo e Spagna. Da tale evento è nato un film-documentario (regia di Gianfranco Martana) distribuito in DVD dalla casa editrice Guitart. Sempre nel 2002 il magazine inglese Classical Guitar, mi dedica la sua copertina e una lunga intervista a cura di Colin Cooper, a questa ne seguono altre di copertine con interviste su riviste internazionali (Chitarre, Classical Guitar, Gitary Swiat) e M. Summerfield mi inserisce nel prestigioso volume “The Classical Guitar” che raccoglie tutte le celebrità del mondo chitarristico dal 1800 ad oggi.      Con il Guitart Quartet incido il CD From Spain to South America (Niccolò records) con musiche di Albéniz, de Falla, Torroba, Brouwer e Piazzolla. Nel 2009 parrtecipo con i Diva Parthenia alla trasmissione UNO MATTINA in onda su Rai Uno. Nel maggio 2009 sono protagonista in qualità di guest star per la classica del CONCERTO DEL CUORE per i terremotati dell’ Abruzzo e ARTAFRICA serata musicale promossa per raccolta fondi per la Tanzania. Arrivo ai giorni nostri: nel 2013 nasce un nuovo progetto musicale il Dual Duo, un ensemble di chitarra e clarinetto con il M. Mauro Caturano, concretizzatosi nel 2014 con l’uscita di “Tango Tales” un lavoro discografico distribuito su CD e sul web (I-Tunes), una rivisitazione dei pezzi più caratteristici del tango di Astor Piazzolla con trascrizioni e arrangiamenti miei e del Maestro Caturano. Per quanto riguarda la didattica, attualmente sono titolare della cattedra di Chitarra presso la S.M.S. ad Indirizzo Musicale “Ragazzi d’ Europa” di Casalnuovo (NA) e il Liceo Musicale “Albertini” di Nola. Trascorro praticamente la maggior parte del tempo della mia vita in contatto con la musica, ascoltandola suonandola o sentendola nel silenzio. Ho quindi più la sensazione che la passione per la musica sia stata un continuum, una parte di me in costante evoluzione assieme alla mie varie tappe della vita. La musica é quasi sempre stata  presente ed é cresciuta con me, aiutandomi spesso a superare anche i momenti più difficili.

Tantissimi successi in giro per il mondo, cosa suggerisce ai giovani talenti che come lei sono partiti da questa città?

Le difficoltà nella musica per chitarra, specie quella classica, ma per tutti gli strumenti musicali in genere, sono tante. La principale è quella di poter sviluppare ed acquisire una conoscenza della musica che possa essere di un livello importante nel momento in cui ci si confronta con i grandi compositori della storia e si vogliono magari proporre anche le proprie idee compositive. Questo è un percorso che dura – per certi aspetti – tutta la vita e richiede costanza, passione, perseveranza e assiduità. Poi ci sono tutta una serie di difficoltà che definirei extra musicali, dovute alla società così come la conosciamo oggi. Ho dovuto sormontare tutta una serie di preoccupazioni e pessimismi di varia natura che, purtroppo, spesso toccano chi fa questo mestiere. È come intraprendere una strada che molti considerano diversa, complicata, privilegiata. Convincere gli altri che quello che si fa ha un grande valore – e che questo va riconosciuto – è nella professione del musicista una lotta continua. Ogni volta che si raggiunge un traguardo si è contenti ma non si può mai avere la sensazione che questo duri a lungo, perché bisogna subito tornare a fare meglio e continuare ad impegnarsi nella ricerca di altre opportunità per esprimersi. Credere in sé stessi – quindi – è forse l’elemento focale di un’attività come quella dell’esecutore. Avere la volontà di raggiungere ogni volta nuovi traguardi, mettendosi in gioco, provando pezzi sempre più difficili, programmi sempre più impegnativi, etc. É un’attività comparabile per certi aspetti ad uno sportivo di alto livello, ci vuole un certo stile di vita e una dedizione particolare e perseverante per raggiungere certe performance che poi – senza continuità – possono di nuovo calare. Non è come per il pittore o lo scrittore il cui fare segue il proprio ritmo e comunque hanno la possibilità sempre di rifare prima di presentare il prodotto finito. Il musicista agisce in quel tempo, in quel momento esibisce una performance, quel giorno in quel momento e nella sua grossa capacità di concentrazione sta anche la sua grandezza.

Uno dei suoi ultimi impegni è stato l’organizzazione della rassegna concertistica al Gelsomino, come è nata?

La musica classica è una parte fondamentale della nostra cultura, della nostra storia, della nostra identità. Ma non ha una adeguata possibilità di esser conosciuta, apprezzata, amata, soprattutto dai giovani.
Con wikiclassica.afragola.na “Dentro le Note”
ho voluto creare un’occasione unica di contatto tra la musica classica e un pubblico nuovo. E se è vero che, al giorno d’oggi, si assiste con frequenza sempre maggiore all’involgarimento dell’Arte di fronte alle esigenze di mercato, voglio dimostrare che è possibile muoversi anche in controtendenza, rifiutando di svendere l’arte al pubblico realizzando una stagione concertistica in abbonamento e decidendo di avvicinare, seppure con molti più sforzi, il pubblico alla musica cosiddetta “colta”. Dentro le note, è una rassegna di incontri musicali, un viaggio alla ricerca di musiche o, ancor meglio, di esperienze musicali particolari e fuori dal comune. I sei concerti regalano al pubblico la possibilità di entrare nel vivo delle esecuzioni dialogando direttamente con gli interpreti, che presenteranno e approfondiranno le musiche eseguite.  Al centro dell’incontro c’è il musicista che diventa “strumento di conoscenza” della musica intesa come luogo di esperienza, sensazioni, emozioni, tradizioni spesso anche lontane dalle nostre.Gianluigi Osteri insieme ad Antonio Nardiello hanno subito condiviso, apprezzato e dato fiducia al mio progetto e il mio piccolo sogno, quello di portare ad Afragola mia città natale i grandi interpreti della musica classica, ha visto la sua realizzazione.

Maria Giovanna Iengo Siciliano